Renzi a M5s-Lega: "Siete il potere e non faremo sconti"

08 Giugno, 2018, 01:02 | Autore: Menodora Allio
  • Governo domani alle 19,30 il Senato voterà la fiducia

"È un dato di fatto che in quest'Aula accanto alla posizione condivisibile del M5s, c'è una triplice posizione di chi, nel centrodestra, si è presentato insieme davanti agli elettori e ora ha tre posizioni diverse".

Alla Camera, come al Senato, il Governo Conte non ha avuto grossi problemi a incassare la fiducia; d'altronde, i numeri su cui Di Maio e Salvini potevano contare lasciavano poco spazio a dubbi. "Non sono spinto da nient'altro che da spirito servizio", ha assicurato, rivolgendo un saluto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che "ha accompagnato - ha ricordato - le prime, non facili, fasi di formazione di questo governo". Dunque, stando alla rinnovata fiducia concessa al neo-esecutivo giallo verso, si potrebbe forse affermare che questa volta qualche differenza c'è. La rispetteremo fuori da questa aula quando portera' i nostri colori al G7, a Bruxelles, quando prendera' la parola all'Onu. Lo dice Matteo Renzi in aula al Senato.

Durante la discussione generale hanno annunciato il loro sì due deputati del Maie, Antonio Tasso e Catello Vitiello, e altrettanto hanno fatto nelle dichiarazioni di voto Salvatore Caiata, capogruppo del Maie e Vittorio Sgarbi, in dissenso dal suo gruppo, cioè Fi. "Siamo e saremo pronti a rilanciare quel percorso di centrodestra che e' l'unica strada per dare un futuro ai nostri figli", ha concluso. Non ha citato la questione euro, ma ha tranquillizzato l'Europa e gli Stati uniti, promettendo il rispetto dei trattati internazionali, l'alleanza atlantica e la stabilità finanziaria dell'Europa, ma poi ha aperto alla rimozione delle sanzioni alla Russia. Insomma, se oggi si passa la "maginot" di Palazzo Madama, tutto andrà in discesa per il Governo Conte che nel frattempo deve già fare i conti con le prime polemiche sul fronte migranti e flat tax. Ieri, parlavo dell'iniziativa Belt and Road nel settore culturale: semplice che chiamino l'ex primo ministro italiano, ha un senso.

Paolo Gentiloni ebbe dal Senato 169 voti favorevoli, come anche Matteo Renzi.