Bilderberg 2018 a Torino Lingotto: polemica Appendino

09 Giugno, 2018, 15:55 | Autore: Menodora Allio
  • Una protesta contro il club Bilderberg

Amore è l'unica a esporsi pubblicamente contro la presenza delle Bilderberg Conferences a Torino, ma sono diversi i consiglieri 5 Stelle poco convinti. "Una domanda che mi pongo tra le tante è proprio questa". Né si può dire che quello del populismo sarà il tema principale degli incontri che tra oggi e domani si terranno negli spazi del Lingotto."Tutti i temi degli incontri hanno la stessa importanza", spiega un portavoce.Quattro giorni di incontri, da oggi fino a domenica, a porte chiuse, senza staff, durante i quali oltre 120 persone - imprenditori, politici, banchieri centrali, scienziati - provenienti da 20 paesi si confronteranno faccia a faccia, senza pressione dei media si confronteranno su una serie di argomenti di stretta attualità. L'appuntamento si tiene dal 7 al 10 giugno e i partecipanti saranno 128: due terzi vengono dall'Europa, il resto dall'America del Nord.

Come ogni anno, anche il 2018 vedrà l'incontro del Gruppo Bilderberg, l'evento per invito che vede coinvolte personalità dell'imprenditoria, della finanza e della politica. "Questo non può essere consentito, la legge italiana, infatti, prevede, in attuazione dell'articolo 18 della Costituzione (Legge Anselmi), il reato di associazione segreta, vietando anche la partecipazione a simili riunioni, e, non a caso, come avviene per la Trilateral, ai meeting Bilderberg non vengono mai invitati i giornalisti né ammessi ospiti indiscreti". Sul sito del Club è spiegato con chiarezza: "Gli incontri si svolgono secondo la Chatham House Rule, che stabilisce che i partecipanti sono liberi di utilizzare le informazioni ricevute, ma né l'identità né l'affiliazione degli oratori o di altri partecipanti possono essere rivelate".

GLI ITALIANI Tra gli italiani John Elkann, il presidente di Fca e di Exor che da torinese fa gli onori di casa; con lui il direttore generale di Banca d'Italia Salvatore Rossi, il segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin, la giornalista de La7 Lilli Gruber, il direttore di Limes Lucio Caracciolo, il ceo di Vodafone Vittorio Colao e gli accademici Alberto Alesina (Harvard), Elena Cattaneo (Università di Milano) e Marina Mazzuccato (Londra). Non vi è alcun risultato auspicato, non vengono presi verbali e non viene scritta alcuna relazione. La conferenza è un forum per discussioni informali sulle questioni fondamentali che e il mondo si trova ad affrontare. E ancora gli Stati Uniti prima delle elezioni di medio termine, il libero scambio, la leadership mondiale degli Stati Uniti e la Russia. Inoltre, non vengono proposte risoluzioni, non si procede a votazioni e non vengono rilasciate dichiarazioni programmatiche.