Colpo di scena al G7, il "dietrofront" di Donald Trump

10 Giugno, 2018, 18:23 | Autore: Nazario Acquaviva

Una pioggia battente ha accolto l'arrivo in Canada del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Le immagini mostrano il premier discutere con il presidente americano Donald Trump.

Trudeau, durante la sua conferenza stampa a Charlevoix ha criticato duramente i dazi su acciaio e alluminio decisi da Trump contro Canada, Messico ed Europa. Trump ha di fatto minacciato altri dazi se gli europei non cederanno sul surplus commerciale, scatenando quindi una guerra sul commercio che nessuno vuole innescare. Tariffe che Trudeau non esita a definire "un insulto" per i canadesi, perchè motivate dal presidente americano con ragioni di sicurezza nazionale. Ma la repentina decisione di Trump di strappare un'intesa per quanto fragile rappresenta un nuovo terremoto in una girandola di tensioni e confusione transatlantica che solleva ancora una volta interrogativi sulla stabilità e serietà della leadership statunitense nell'era di America First. Di sicuro nell'inquadratura finale del meeting in Canada non ci sarà Trump che se ne va quasi subito per concentrarsi sul summit con il leader nordcoreano Kim jong un a Singapore. Il senatore repubblicano John McCain, anziano statista conservatore, ha twittato sconfessando apertamente la Casa Bianca e invocando i valori comuni del libero scambio e della democrazia: "Ai nostri alleati: una maggioranza bipartisan e di americani è con voi anche se il nostro Presidente non lo è". Insieme a loro stanno partecipando il primo ministro francese Emmanuel Macron, il Cancelliere Angela Merkel, il primo ministro inglese Theresa May, il ministro giapponese Shinzō Abe, il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e Donald Tusk. Come sembra mostrare la foto, in un certo senso, Trump non ha voluto ascoltare le richieste e le mediazioni degli altri paesi, che chiedevano la ridiscussione dei dazi commerciali. Nella sua conferenza stampa prima di partire in anticipo Trump aveva inoltre accusato i partner di trattare gli Stati Uniti come un "salvadanaio da quale tutti rubano". E aveva marcato la provocatoria proposta di trasformare il G7 in una zona a barriere e sussidi zero. Dopo la cena collettiva dei capi di Stato e di governo.

"Ho dato istruzioni di non appoggiare il documento finale del G7".