G7, Conte: "Con Usa rapporti strategici e non c'è conflitto con l'Europa"

10 Giugno, 2018, 21:22 | Autore: Menodora Allio
  • Cronaca dal mondo                  Canada si apre oggi il vertice G7 primo incontro internazionale per Conte

Trump ha definito Trudeau "disonesto" e "debole" per aver denunciato i dazi statunitensi contro gli alleati in nome della sicurezza nazionale statunitense e per aver ribadito che Ottawa procederà con rappresaglie dal primo luglio. Alla conferenza stampa conclusiva del G7, il premier canadese Justin Trudeau aveva presentato una dichiarazione faticosamente concordata tra tutti e sette i Paesi, sottolineando pero' la sua determinazione a reagire ai dazi Usa con misure di ritorsione.

A quel punto Trump ha cambiato idea e ha ordinato ai suoi rappresentati di non firmare il comunicato finale, annunciando la sua decisione via Twitter. La risposta di Trudeau non si è fatta attendere: il primo ministro "non ha detto nulla che non abbia mai detto prima - sia in pubblico, sia in conversazioni private con il presidente". Soltanto poche ore prima Trump aveva detto che le sue relazioni con Trudeau, il Presidente francese Emmanuel Macron e la Cancelliera tedesca Angela Merkel, erano adesso così buone da meritare pieni voti, un dieci su dieci. Non possono imporci tariffe del 270% mentre noi non applichiamo tariffe - aveva aggiunto Trump -.

La questione commerciale, base pratica delle spaccature (anche se è in generale l'approccio al mondo a dividere Regno Unito, Germania, Francia, Canada, Giappone, e un po' Italia, da Trump) è complicata.

La Casa Bianca ha usato motivazioni di national security, non di reazione ad altre barriere, nel decidere sanzioni del 25% sull'acciaio e del 10% sull'alluminio in arrivo, tra gli altri, dall'Unione Europea e dal Canada, i due maggiori esportatori dei metalli negli Stati Uniti. "Quando glielo faccio notare, mi sorridono", aveva osservato.

Il disordine pilotato è una teoria che gli Stati Uniti - dopo averla applicata malamente con altre amministrazioni repubblicane, in particolare in Medio Oriente - sperano adesso di utilizzare per ricavare un nuovo posizionamento globale. L'altro colpo di scena è stata la richiesta del reintegro della Russia nel G7 (che tornerebbe ad essere G8), dopo che la stessa nazione comandata da Putin era stata estromessa all'unanimità a seguito dell'invasione della Crimea nel 2014.