G7 in Canada, Conte: "Sono portavoce degli interessi degli italiani"

11 Giugno, 2018, 13:46 | Autore: Menodora Allio
  • G7 Trump fiducioso su comunicato congiunto. Poi chiede la Russia nel G8

"Le relazioni con gli Stati Uniti sono tradizionalmente strategiche per l'Italia". Gli altri sei - europei, Giappone e Canada - si rivolgevano al presidente statunitense come professori esasperati dallo studente intrattabile che ha cercato di dividerli, ancora prima di arrivare, lanciando l'idea, per l'anno prossimo, nonostante l'Ucraina, di un G8 con la Russia, idea a cui i nuovi leader italiani non potevano che mostrarsi favorevoli.

Il presidente degli Stati Uniti, ha fatto sapere la portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders, lascerà in anticipo il vertice partendo sabato mattina alle 10.30 alla volta di Singapore, per il summit con il leader nordcoreano Kim Jong-un in programma per il 12 giugno.

Kim, secondo la stampa di Singapore, ha avuto a sua disposizione un aereo usato dal governo cinese per il trasporto di alti funzionari tra cui anche il presidente Xi Jinping. "I canadesi sono educati e ragionevoli ma non ci lasceremo intimidire", aveva detto Trudeau. Era meglio mantenere un dialogo, o quanto meno l'illusione di un dialogo. Il vertice si conclude quindi con un nulla di fatto per fermare una guerra commerciale globale.

È un tweet a chiudere la principale questione di forma e sostanza sul G7: il documento congiunto non ci sarà, gli Stati Uniti non lo firmeranno, ha annunciato Donald Trump direttamente dall'Air Force One che lo stava portando a Singapore (per l'incontro con Kim Jong-un).

Il premier italiano Giuseppe Conte, in Canada per il G7, ha espresso l'insoddisfazione dell'Italia per le proposte sulla riforma del regolamento di Dublino sui migranti. Molto disonesto e debole. "E non lasceranno che questo avvenga per presunti motivi di sicurezza nazionale", ha affermato Trudeau. Lo aveva evidenziato plasticamente la foto, pubblicata qualche ora prima, dal cancelliere Angela Merkel sul suo account Twitter, che ben 'fotografa' il tempestoso negoziato tra i leader in Canada: Trump, e' al centro, seduto ma quasi assediato dagli altri presenti, tutti in piedi; la stessa Merkel e' protesa verso di lui a mostrargli i pugni, e accanto a lei, sempre in piedi il premier canadese e quello giapponese, Shinzo Abe, pronti a darle man forte.