Trump: "Da Singapore parte un messaggio di pace per il mondo intero"

12 Giugno, 2018, 14:08 | Autore: Menodora Allio

A margine della firma della dichiarazione congiunta con Trump, il leader della Corea del Nord ha dichiarato: "Abbiamo avuto un incontro storico, abbiamo deciso di lasciarci il passato alle spalle, abbiamo firmato un documento storico, il mondo vedrà questo importante cambiamento". Ci sono state delle difficoltà "ma le abbiamo superate tutte e oggi siamo qui", ha affermato Kim, sorridente ma senza sbilanciarsi sulla volontà di rinunciare alle armi nucleari. "E' un onore essere qui", ha detto Trump. Per il sito Quote investigator, il detto, spesso attribuito infondatamente a George Bernard Shaw, comparve su un magazine di Chicago nel 1903.

Alle 9 ora locale di Singapore, in Italia erano le tre di notte, il presidente americano Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong-un si sono incontrati per la prima volta. Alle spalle dei due leader, un sipario di bandiere dei due paesi. Trump ha salutato con cordialità Kim, e ha scommesso sul risultato positivo del vertice: "Avremo una relazione straordinaria, ce la faremo insieme". Il resto lo trovate in cronaca.

Fatto il Vertice, soddisfatto l'ego del presidente e del dittatore, il negoziato può iniziare: su ogive e missili, sanzioni e aiuti, non sul cerimoniale della recita di Singapore. Trump ha anche appoggiato la sua mano sinistra sul braccio destro di Kim. Poi di due leader si sono concessi una breve passeggiata: "Abbiamo fatto un sacco di progressi, l'incontro è andato meglio di quanto chiunque potesse aspettarsi", ha detto Trump. Siparietto finale: il tycoon ha mostrato al leader nordcoreano "The Beast", la sua macchina presidenziale, e ha aperto anche lo sportello. "Il mio incontro con Kim è stato onesto, diretto e produttivo", ha dichiarato il presidente. Tutto questo deve finire, perché porta a pratiche commerciali ingiuste che hanno colpito la produzione americana, dice Trump, che cavalca un desiderio di ri-equilibrio degli sforzi e degli impegni americani che da anni esce anche dai più globalisti dei circoli statunitensi (figuriamoci la declinazione trumpiana America First del pensiero). Una possibile rottura americana con i partner europei, infatti, trascende la pura economia internazionale e apre il campo alle speculazioni geopolitiche: secondo Leonhardt, ad esempio, Trump potrebbe avere in mente un "piano segreto per dividere l'Occidente" che porterebbe "gli Stati Uniti in cerca di nuovi alleati in sostituzione di quelli scartati", avvicinando l'America alla Russia, e "intromettendosi nella politica interna di altri paesi per installare nuovi governi che rigettano anche la vecchia alleanza" atlantista.

Si era arrivati alle minacce con Trump che aveva promesso di scatenare "fuoco e furia" nel caso in cui Pyongyang avesse continuato a minacciare gli Stati Uniti.

Il summit ha avuto un costo di quasi 13 milioni di euro e la metà del budget è destinato alla sicurezza, componente importante dell'organizzazione data l'importanza dei leader presenti al tavolo dei negoziati.