CONSOB, Casini: "Ringrazio Nava, lavoro commissione inchiesta tutt'altro che inutile"

13 Giugno, 2018, 13:33 | Autore: Nazario Acquaviva
  • Mario Nava (Consob): «Faremo vigilanza proattiva»

Parlando di vigilanza, Nava sottolinea l'importanza che Consob abbia un ruolo di vigilanza sostanziale, che aiuti il lato dell'offerta e la tutela della domanda, e che non sia solo formale e sanzionatoria. La ricchezza finanziaria è allocata prevalentemente nei titoli di debito e nei fondi comuni e meno nei prodotti assicurativi e titoli azionari.

Quella a cui la Consob ha aperto le porte sembra una vera e propria rivoluzione dei mercati finanziari, almeno di quelli italiani, che si è già prefissata numerose barriere da superare e infiniti obiettivi da raggiungere. E ancora. "La tutela pubblica del risparmio non può significare l'azzeramento del rischio di investimento".

La rivoluzione di Nava in Consob è ormai iniziata. Nava ha concluso il capitolo sugli investimenti delle famiglie italiane affermando che è importantissimo che "la Consob faciliti e monitori questo verosimile e auspicabile passaggio dal debito all'equity". Dopo l'entrata in vigore del bail-in, due anni fa, e il salvataggio negli ultimi tre anni di 10 istituti di credito in crisi, Nava parte da quello che secondo lui deve essere un concetto base nella finanza: inutile illudersi, l'investimento sicuro al 100% non esiste, "no risk, no return".

Per il Consob Day era presente una platea composta come di consueto dal gotha dell'economia e della finanza del Paese ma anche da rappresentanti dei più attivi investitori esteri in Italia, come Elliott e Blackrock. Una particolare attenzione, ha anche ricordato Nava, sarà prestata alle Piccole e Medie Imprese. Passando ai comportamenti, la maggior parte degli italiani non ha un piano finanziario, né legge l'informativa finanziaria e quasi il 40% investe senza comprendere.

Un altro impegno che Nava ha preso con la comunità finanziaria è quello di eliminare gli ostacoli che caratterizzano il percorso verso la quotazione; ostacoli "alcuni reali e altri percepiti". "Il risultato è un quadro di percezioni soggettive che riducono la qualità delle scelte e di emotività e sfiducia che riducono la partecipazione al mercato finanziario" spiega Nava.

L'input per l'azione vigilanza è offerto da tre fonti: le norme europee (MiFID II e EMIR); la scambio strutturato e sistematico con gli operatori di mercato; la collaborazione con altre autorità, tra cui Banca d'Italia o l'OCF.