Pensioni più basse per chi si ritira dal lavoro nel 2019

13 Giugno, 2018, 21:52 | Autore: Nazario Acquaviva
  • Pensioni ultime notizie importi più bassi con i prossimi coefficienti

Si tratta di percentuali stabilite per legge che trasformano i contributi versati dal lavoratore nell'importo pensionistico: il calcolo della pensione nel sistema contributivo si ottiene moltiplicando il montante contributivo per la percentuale del coefficiente di trasformazione. Sotto la lente d'ingrandimento della campagna elettorale di Salvini e Di Maio sono spesso finite le pensioni e la necessità di abolire la Riforma Fornero.

Questo disegno riformatore complessivo, che dovrà ricomprendere anche le questioni aperte relative alla previdenza integrativa, la separazione assistenza/previdenza e la rivalutazione delle pensioni in essere, costituisce la base di un possibile intervento organico, che trovi in se la propria sostenibilità economica e sociale, ora e in prospettiva.

Partiamo dal definire cos'è la quota 41: si tratta di uno strumento che permetterà ai lavoratori che avranno versato 41 anni di contributi di andare in pensione senza alcun vincolo di età. L'effetto riguarderà sia coloro che accedono alla pensione col sistema contributivo, che coloro che accedono alla pensione col sistema misto o retributivo.

Inoltre c'è da dire che grandi cose ci si aspettano dai tagli alle pensioni d'oro (cioè superiori ai 5000€).

E ancora, andando avanti con l'età, per un quarantenne l'anticipo sarà di tre anni e sette mesi, da 65 a 61 anni e 4 mesi; per una lavoratrice della stessa età sarà di due anni e sette mesi (da 63 anni e undici mesi a 61 e 4).

Le considerazioni che si potrebbero fare al riguardo sarebbero diverse ma innanzi tutto sarebbe opportuno che il Governo precisasse le sue reali intenzioni, ad iniziare dai provvedimenti che intende inserire nella prossima legge di bilancio. Dunque sono sono una conseguenza dell'aumento della speranza di vita. Per questo, dal prossimo anno entrerà in vigore un nuovo coefficiente: quello legato all'età di 71 anni.

Il sindacato in questo momento non può fare altro che ribadire quanto già espresso in passato: "I Lavoratori italiani sono stati discriminati dalla riforma Monti-Fornero, sono stati poi presi in giro dai governi che si sono succeduti, visto che nessuno è intervenuto per salvare i cosiddetti 'Quota 96, a dispetto delle rassicurazioni; adesso, non accetterebbero un passo indietro rispetto a quanto espresso per mesi e risultato tra i motivi principali che hanno portato al consenso per il nuovo assetto politico, da cui è scaturito il novello assetto parlamentare e governativo". Se si prende in esame un lavoratore di 67 anni, la scelta di rimandare l'accesso alla pensione anche di un solo mese, da dicembre 2018 a gennaio 2019, comporterebbe una diminuzione dell'assegno pari a 268 euro, dal primo assegno previdenziale per il resto della vita.

64 anni: divisore 19,672; coefficiente 5,083%.

57 anni: divisore 23,812; coefficiente 4,2%.