Mondiali 2018, il medico della Russia: "I giocatori hanno inalato ammoniaca"

10 Luglio, 2018, 21:41 | Autore: Cleonico Iarussi
  • A l'occasione anche capo curva

E' diventato il tormentone di questi Mondiali di Russia 2018: "It's coming home, It's coming home", tradotto letteralmente "sta tornando a casa", ovviamente il riferimento è il calcio. La segue da vicino l'Inghilterra, piazzata a 3,50. Solo i rigori sono riusciti ad avere la meglio della Nazionale ospitante questa Coppa del Mondo. Insomma la Russia ha messo le basi, da queste fioriranno altre prestazioni vincenti. La squadra di Deschamps, che se la vedrà con il Belgio, è a 1,75 contro il 2,10 sugli avversari. Che non è considerata sostanza dopante, ma permette di ottenere dei vantaggi fisici: in pratica di essere più "carichi", reattivi, svegli. Al Belgio veniva assegnato un possibile ruolo di outsider, così come, ma con meno favori, alla Croazia, pochissime chances invece venivano attribuite all'Inghilterra. In molti si erano stupiti per la freschezza atletica dei russi, che correvano come dei forsennati anche nei supplementari contro la Croazia e dopo aver giocato altri 120 minuti contro la Spagna nel turno precedente, tutto questo senza accusare particolarmente la fatica. In casa belga si viaggia ad una media di 17 tiri in porta a partita. Partita che ha sorriso alla truppa di Martinez grazie all'autogol di Fernandinho e ad una rete magnifica di De Bruyne che hanno reso ininfluente la marcatura di Renato Augusto nella ripresa. Una nazionale giovane, schierata difensivamente a tre ma capace di accorciarsi e difendersi da squadra guidata dal timoniere Southgate, allenatore con poche primavere ma molto pelo sullo stomaco.


"Non ha nulla a che fare con il doping". Infatti, dopo Gordon Banks, portiere titolare nel vittorioso Campionato del Mondo del 1966, per tanti anni l'Inghilterra ha sempre avuto portieri non all'altezza: prima Shilton, quando per un errore banale mandò in fumo la qualificazione ai Mondiali del 1974, poi l'estremo difensore dell'Arsenal Seaman, autore di un errore clamoroso ai mondiali del 2002 su una punizione di Ronaldinho che costò l'eliminazione ai suoi nei quarti di finale; per poi arrivare al recente Hart che, purtroppo per i tifosi granata, abbiamo imparato a conoscere anche qui in Italia.