Savona: "Draghi cambi lo statuto Bce. Italexit? Potremmo non decidere noi"

11 Luglio, 2018, 03:08 | Autore: Nazario Acquaviva

"La mia posizione del 'piano B', che ha alterato la conoscenza e l'interpretazione delle mie idee, è essere pronti a ogni evento". Lo ha detto il ministro Paolo Savona rispondendo alla domande nel corso dell'audizione in commissione Affari Ue al Senato. E poi ancora: "Vi è necessità - ha detto - di una stretta connessione tra architettura istituzionale dell'Ue e politiche di crescita se si vuole che l'euro sopravviva". "Mi recherò appena terminato questo incontro" dal presidente della Banca centrale europea.

In una sessione congiunta delle commissioni parlamentari sulle politiche Ue, Savona ha spiegato la sua posizione all'interrogativo sull'uscita dell'Italia dall'Eurozona: "Potremmo trovarci in una situazione nella quale non saremo noi a decidere, ma saranno altri". L'incontro con il governatore della Banca centrale dovrebbe avvenire "nei prossimi giorni, se mi riceve" ha aggiuntoSavona, precisando che la questione dello statuto Bce "è uno dei punti fondamentali".


"Se alla Bce non vengono affidati compiti pieni sul cambio ogni azione esterna all'eurozona si riflette sull'euro senza che l'Unione europea abbia gli strumenti per condurre un'azione diretta di contrasto". Per Savona l'ideale per l'Europa "è muovere verso l'unione politica" ed è urgente la creazione di una scuola di istruzione comune europea.

Il ministro degli Affari europei del governo giallo-verde sempre in merito alla Bce ha sottolineato che occorre attribuirgli uno statuto simile a quello delle principali banche centrali del mondo, dove gli obiettivi di stabilità e di crescita si integrino e gli strumenti siano i più ampi possibile e possano essere esercitati in piena autonomia. Prima bisogna aumetare la crescita con gli investimenti, senza far aumentare la spesa corrente e quindi il debito, perchè i mercati non ce lo permetterebbero, èì stato in sostanza il messaggio di Savona. Il quale poi ha aggiunto che solo adesso "siamo tutti d'accordo, anche gli economisti tedeschi, che nel 2008 l'Europa non era preparata" ad una crisi così travolgente come quella degli ultimi anni. Anche all'uscita dall'euro? In tal senso Savona ha tenuto a precisare che l'esperienza in Bankitalia gli ha insegnato "che non ci si deve preparare a gestire la normalità, ma l'arrivo del cigno nero, lo shock". Lo spread resta elevato perché gli operatori attendono di conoscere come il governo intende realizzare i provvedimenti promessi all'elettorato, soprattutto reddito di cittadinanza, flat tax e revisione della legge Fornero. "La preoccupazione del mercato è che la spesa relativa causi un aumento del disavanzo di bilancio, ma giusto o sbagliato che sia la politica del governo ne deve tenere conto".