Savona: uscire dall’euro? Sull’Italia potrebbero decidere altri, pronti a ogni evenienza

11 Luglio, 2018, 18:39 | Autore: Nazario Acquaviva

Il ministro ha segnalato la possibilità di uno shock straordinario, ricordando la possibilità di essere costretti ad uscire dall'euro per volere di altri. "La mia posizione è di essere pronti a ogni evenienza".

Lo ha detto il ministro per le Politiche comunitarie, Paolo Savona, durante un'audizione in Parlamento. "La mia posizione del 'piano B' - ha aggiunto - che ha alterato la conoscenza e l'interpretazione delle mie idee, è essere pronti a ogni evento". Si tratta di fatti imprevedibili ai quali solo a posteriori si cerca di dare un inquadramento razionale.

Il ministro ha anche annunciato l'intenzione di vedere il presidente della Bce, Mario Draghi, nei prossimi giorni. Lo ha fatto ricorrendo ad una metafora quella del "Cigno nero", termine con cui in finanza si definiscono eventi macroscopici che hanno avuto effetti rilevanti sulle economie. "Ma se si vuole che l'euro sopravviva - ha aggiunto Savona - ci vuole una stretta connessione tra architettura istituzionale dell'Ue e politiche di crescita". Prima volevo che la mia azione godesse della legittimazione democratica. E poi: "Se alla Bce non viene consentito pieno e autonomo esercizio di prestatore di ultima istanza, i mercati monetari e finanziari dell'eurozona, in particolare i debiti sovrani, restano esposti ad attacchi speculativi di diversa origine senza che la Bce possa agire in contrasto". "Io ero stato delegittimato dai media e non mi sono mosso fino a questo momento per questi precisi motivi".


Pieni poteri sul cambio per la Bce "Se alla Bce non vengono affidati compiti pieni sul cambio - ha spiegato il ministro degli affari Ue - ogni azione esterna all'eurozona si riflette sull'euro senza che l'Unione europea abbia gli strumenti per condurre un'azione diretta di contrasto".

Le parole di Savona hanno però messo in allarme il vicepremier Luigi Di Maio, che è dunque intervenuto sulla vicenda. "Se poi gli altri cercheranno di cacciarci non lo so, ma questo non è nostra volontà, ne metteremo gli altri nelle condizioni di farlo".

Per Bce statuto come banche centrali Per Savone "occorre attribuire alla Bce uno statuto simile a quello delle principali banche centrali del mondo, dove gli obiettivi di stabilità e di crescita si integrino e gli strumenti siano i più ampi possibile e possano essere esercitati in piena autonomia".