Agcom, nel 2017 ricavi complessivi a 14,6 miliardi per il settore media

13 Luglio, 2018, 15:55 | Autore: Nazario Acquaviva
  • Agcom consacra la tv 'liquida'.

"Il settore nell'ultimo decennio ha perso all'incirca metà del suo peso economico".

E' la fotografia scattata dal presidente dell'Autorità per le garanzie delle comunicazioni, Angelo Marcello Cardani, nella Relazione annuale al Parlamento. La pubblicita' sull'online cresce a due cifre e vale ora 2,2 mld (la raccolta pubblicitaria di quotidiani, periodici e radio assieme non arriva a 1,9 mld), mentre la televisione perde un 2% di ricavi. Il numero totale di servizi all'ingrosso NGA è aumentato dell'80% in un anno e la copertura nel 2017 ha raggiunto l'87% delle famiglie, attestando così l'Italia al di sopra della media UE (80%).

Nel dettaglio, nel settore televisivo si è registrato un calo dei ricavi solo per le tv in chiaro (-3,5%) - anche se Cardani ha parlato di "importanti segnai di tenuta sia in termini di risorse che di ascolti, con 25 milioni di contatti medi nel prime time" - mentre la tv "liquida", ossia in streaming, conta circa 3 milioni di cittadini che guardano contenuti da Internet. "Internet, a sua volta, cresce come mezzo di informazione, oltre che come veicolo pubblicitario - spiega Cardani - Tuttavia l'attendibilità percepita delle fonti informative online, come testimonia la nostra ultima ricerca sui consumi di informazione, rimane mediamente inferiore rispetto a quella delle fonti tradizionali".


"Il diritto all'informazione - ribadisce Cardani - va determinato e qualificato in riferimento ai principi fondanti della forma di Stato delineata dalla nostra Costituzione, i quali esigono che 'la democrazia sia basata su una libera opinione pubblica e sia in grado di svilupparsi attraverso la pari concorrenza di tutti alla formazione della volontà generale'". In quest'ottica sono state adottate le "Linee guida per la parità di accesso alle piattaforme online durante la campagna elettorale 2018", ha detto il presidente Agcom, "all'esito delle quali le piattaforme digitali hanno messo a disposizione dei propri utenti alcuni strumenti di contrasto alla disinformazione online". Ma invita anche a un'informazione più pluralista e "più vocata al contraddittorio".

La tutela dei consumatori chiama poi in causa direttamente la querelle sulla fatturazione a 28 giorni. Davanti a quella rimodulazione che di fatto si è tradotta in un artificioso innalzamento dei prezzi, il consumatore, oltre a subire un aumento inconsapevole del costo, si è trovato totalmente disorientato rispetto ai propri consueti parametri di controllo della spesa e di confronto tra le diverse offerte. "È auspicabile che in futuro non si ripetano situazioni simili e mi auguro che gli operatori vogliano ricomporre un patto di fiducia con i consumatori seguendo le indicazioni dell'Autorità in tema di rimborso". Per l'Agcom, dunque, è oggi più che mai necessario assicurare "la tutela di quel bene pubblico che è l'informazione: una informazione plurale, professionale, trasparente e verificabile nelle sue fonti, autorevole e credibile quanto ai suoi contenuti".

Nell'illustrare la Relazione dell'Agcom, Cardani ha ricordato come questi giganti del web "si impongono come monopolisti, anche quando la loro posizione non corrisponde perfettamente al modello consueto di chi controlla un mercato".