In arrivo 450 migranti, Salvini: "Qui non sbarcano"

13 Luglio, 2018, 22:39 | Autore: Menodora Allio

Salvini non fa riferimento al nome dell'imbarcazione che avrebbe i 450 migranti a bordo ma lancia un preciso messaggio a Malta e non solo: "Sappiano Malta, gli scafisti e i buonisti di tutta Italia e di tutto il mondo che questo barcone in un porto italiano NON PUÒ e NON DEVE arrivare".

La posizione del ministro dell'Interno era stata dura: "O hanno mentito gli armatori denunciando aggressioni che non ci sono state e allora devono pagare, o l'aggressione c'è stata e allora i responsabili devono andare in galera".

Ovviamente lo xenofobo del Viminale usa volutamente il termine clandestino equiparando un naufrago e un possibile richiedente asilo a un 'clandestino', ossia di qualcuno che continua a vivere in Italia nonostante sia stato espulso.
Ma cosa è la verità rispetto alle piacevoli menzogne tanto utili alla propaganda?


Scoppia un nuovo caso su un barcone di migranti diretto verso l'Italia.

Dello stesso avviso il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, che sempre su Twitter ha scritto: "Per la legge del mare è Malta che deve inviare proprie navi e aprire il porto".

Già nella notte la Farnesina aveva già inviato nella notte una nota all'ambasciata maltese a Roma. Nella nota verbale, secondo quanto riferito all'Ansa, si ricostruisce la dinamica della vicenda. "La nostra guardia costiera può agire in supporto ma Malta faccia il suo dovere", scrive il ministro. Alle ore 04.25 di venerdì 13 luglio, il Maritime Rescue Coordination Center italiano ha ricevuto una segnalazione su un'imbarcazione con circa 450 persone a bordo in area Sar maltese. Le autorità maltesi, immediatamente informate, circa due ore dopo hanno comunicato l'assunzione del coordinamento delle operazioni di soccorso e l'invio in area di un aereo che ha individuato l'imbarcazione alla deriva ancora in area Sar maltese. "Nell'attesa, non risulta che il RCC Malta abbia dislocato in area propri mezzi navali né che abbia dirottato sul posto unità mercantili in grado di prestare il soccorso". Poi la richiesta: "Le autorità della Repubblica di Malta ottemperino con la massima urgenza alle proprie responsabilità in materia Sar, attivando gli appropriati interventi operativi ai quali la Guardia costiera italiana potrà fornire assistenza, ai sensi della Convenzione di Amburgo".