La gara per l'Ilva finisce sul tavolo di Cantone

13 Luglio, 2018, 17:28 | Autore: Nazario Acquaviva
  • Ilva Di Maio I piani non soddisfano

Lo chiarisce il segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro dopo la notizia che il ministro dello sviluppo economico Luigi di Maio ha inviato all'Autorità Anticorruzione guidata da Raffaele Cantone i documenti sulla cessione dell'Ilva a causa di "possibili anomalie nella procedura di gara". L'azienda lo vuole, i sindacati lo vogliono (nonostante la precedente rottura con Calenda motivata più da ragioni politiche che sindacali), Di Maio lo vuole: nonostante le pressioni interne al suo partito e agli ambientalisti, è per lui una grossa occasione per appropriarsi di quella speranza che moltissimi lavoratori - che hanno premiato il suo movimento politico - torneranno a vivere, al di là della distribuzione dei meriti che la resurrezione di Ilva comporta. Su quest'ultimo punto, Di Maio non sembra accettare la cura Mittal, che di posti ne farebbe ballare parecchi: si scenderebbe dai circa 13mila attuali agli 8mila prospettati dalla nuova amministrazione. "Abbiamo chiarito che un miglioramento sul piano occupazionale è uno dei presupposti per far ripartire la trattativa". "Ogni ora che passa sento la responsabilità di quello che stiamo facendo", ha infatti ribadito il ministro che durante il tavolo ha considerato il mese di luglio come quello decisivo per poter realizzare un'intesa. E insiste: "Ho chiesto passi avanti, ci aspettiamo di più sul piano occupazionale". "Per cui abbiamo rinnovato la richiesta che il ministro faccia di più e di meglio", ha detto il segretario generale della Fim-Cisl, Marco Bentivogli. La sindacalista ha spiegato che non ci sono state "indicazioni sui tempi", ma aggiungendo di aspettarsi "nell'arco di pochi giorni un ritorno di questo approfondimento".

In sintesi Michele Emiliano nella sua "letterina" sostiene che l'aggiudicazione "presenta zone d'ombra" dimenticando che si tratta di una gara di evidenza pubblica e che quindi i sospetti vanno esternati alla magistratura, dalla quale il Governatore barese sembra essere sempre più lontano. E' stata una scelta "irresponsabile", ha attaccato.


"Da un primo colloquio sul piano ambientale ci sono novità non entusiasmanti".

Al termine del vertice, in attesa di vedere i rappresentanti dell'azienda, Rocco Palombella della Uilm ha riferito: "Il ministro ha detto che non sta lavorando per chiudere stabilimenti ma per trovare soluzioni". Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. Sostieni Agorà Magazine I nostri siti non hanno finanziamento pubblico.