Nave Diciotti a Trapani: 2 indagati Salvini: "Non autorizzo lo sbarco"

13 Luglio, 2018, 16:36 | Autore: Menodora Allio
  • Polizia a bordo della nave Diciotti

Dopo le procedure di identificazione, le operazione di sbarco sono durate 40 minuti e sono state direttamente autorizzate dal Presidente della Repubblica Mattarella preoccupato per la sorte dei naufraghi a bordo, tra cui donne e bambini.

Nel Pd, ha rilevato, "c'è un dibattito sul voto del decreto dignità: è il ruolo dell'opposizione votare quelle cose che condivide e provare a bloccare le cose che non condivide". Per loro, twitta il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, "la pacchia è finita". L'altro vicepremier Luigi Di Maio, invece, ha detto che "se il Presidente è intervenuto bisogna rispettare le sue decisioni". "Galeotto" è stato l'intervento di Sergio Mattarella che ha "sbloccato", con una chiamata al premier Giuseppe Conte, il caso della nave Diciotti che trasportava i 67 migranti rispetto ai quali il ministro dell'Interno ha chiesto precisi accertamenti e l'utilizzo delle manette prima di autorizzare lo sbarco nel porto di Trapani. I due africani sono stati scortati fuori dalla nave dagli agenti di polizia.

Sulla nave Diciotti, ha continuato Salvini: "C'erano persone che, stando alle testimonianze, avrebbero minacciato e aggredito". Gli altri saranno condotti nel Cie di contrada Milo. "Sta per iniziare lo sbarco dei migranti che sono a bordo della nave Diciotti. La competenza è della magistratura ma ci deve essere un messaggio chiaro ai cittadini che si aspettano che la giustizia trionfi sempre", ha sottolineato il vicepremier. Di Maio risponde a chi gli chiede se il ministro dell'Interno abbia esagerato su questa vicenda: "Non me ne frega niente se ha esagerato o meno", replica il ministro del Lavoro.


Il Viminale ha reagito con "stupore" all'intervento del Quirinale ed ha espresso "rammarico" per la scelta della procura sulla vicenda della Diciotti. Sono il sudanese Ibrahim Bushara e il ganese Hamid Ibrahim. Matteo Salvini intende andare "fino in fondo finché qualcuno non venga assicurato alla giustizia" ha assicurato ai microfoni di Rtl, aggiungendo: "Mi farebbe arrabbiare se coloro che sono sbarcati finissero tutti a piede libero, la certezza della pena deve essere fondamento per italiani e soprattutto per chi è ospite, non voglio che finisca tutto a tarallucci e vino". Ai due è contestato il reato di concorso in violenza privata continuata ed aggravata in danno del comandante e dell'equipaggio del rimorchiatore.

L'imbarcazione della Guardia Costiera era rimasta a lungo in rada davanti al porto, e poi all'ormeggio senza ricevere dal ministero l'ordine di sbarco.